Lo sport giovanile è un'attività fondamentale per l'educazione dei ragazzi, in grado di favorire la formazione di personalità resilienti, capaci di impegnarsi per il raggiungimento dei propri obiettivi e di mantenere costante la propria motivazione, di tollerare le frustrazioni e di rimandare la gratificazione, di cui una società come la nostra fondata sulla ricerca della gratificazione immediata e su un'organizzazione che favorisce il disimpegno e la deresponsabilizzazione mostra un sempre crescente bisogno.
Praticare regolarmente può avere un effetto positivo sul benessere psicologico di bambini e ragazzi, soprattutto per quel che riguarda la loro autostima, il loro senso di autoefficacia, la capacità di autoregolarsi e di concentrarsi sui propri obiettivi, confidando nella possibilità di raggiungere risultati correlati al proprio impegno personale.
Lo sport giovanile e l’educazione fisica, inoltre, sono in grado di fornire una base solida per la promozione della responsabilità individuale e sociale, l'integrazione e la capacità di stabilire relazioni sociali soddisfacenti e durature, allontanando i ragazzi dal rischio d’isolamento sociale e di emarginazione sociale.
Purtroppo, però, negli ultimi anni le ore dedicate all'educazione fisica si sono sempre più ridotte nella scuola elementare e nella scuola media e in molti casi l'insegnamento dell'educazione fisica è affidata a insegnanti che non hanno una formazione specialistica.
Inoltre, la piena partecipazione all'educazione fisica e allo sport giovanile, per quanto strumento fondamentale d’integrazione sociale, non è sempre garantita per tutti e soprattutto, spesso, non è garantita per niente per i bambini in condizioni di svantaggio o handicap.

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